In linea teorica è possibile
allestire preparati cromosomici a partire da qualsiasi
tessuto purché si usino i metodi adatti per ciascun
tipo di cellule da esaminare. Nell'uomo, la maggior
parte delle procedure diagnostiche citogenetiche utilizzano
colture di linfociti, cellule del midollo osseo, cellule
embrionali sospese nel liquido amniotico, villi coriali
e fibroblasti cutanei. Molti laboratori di Diagnostica
Citogenetica hanno il problema che i preparati cromosomici
metafasici risultano di qualità poco riproducibile.
Questo si verifica soprattutto con il cambio delle
stagioni e in generale quando ci sono dei cambiamenti
climatici. È stato ampiamente dimostrato che la qualità
dei preparati cromosomici dipende in larga misura
dalle condizioni ambientali in cui vengono effettuate
le operazioni finali di allestimento dei vetrini,
cioè lo sgocciolamento del campione e la conseguente
evaporazione del fissativo. In particolare, l'effetto
combinato della temperatura e dell'umidità si riflette
in modo evidente sull'aspetto delle metafasi, rendendo
spesso difficile l'interpretazione del dato microscopico,
fino ad impedire l'elaborazione di una diagnosi attendibile.
Dato che umidità e temperatura
sono due parametri per loro natura non controllabili,
l'azienda inglese EuroClone, rappresentata in Italia
da Celbio, ha messo a punto una camera climatica che
permette al citogenetista di definire e tenere sotto
controllo le condizioni ideali per ogni protocollo.
L'utilizzo di questo sistema, denominato Optichrome,
garantisce risultati di ottima qualità, riproducibili
in qualsiasi condizione, permettendo di aumentare
l'efficienza globale e il livello di standardizzazione
intra e interlaboratorio. La Euroclone ha fatto eseguire
uno studio per investigare gli effetti dei due parametri
temperatura e umidità su preparati cromosomici da
coltura di linfociti, visualizzando la dinamicità
dello "spreading cromosomico" durante l'evaporazione
finale del fissativo (vedi riquadro con relative figure).
A parità di temperatura,
sono state confrontate tra loro tre diverse percentuali
di umidità relativa: 20%, 50% e 90%. I migliori risultati
sono stati ottenuti quando l'evaporazione finale del
fissativo avviene ad un'umidità relativa del 50% (fig.
1), condizione che può essere facilmente programmata
e mantenuta controllata all'interno dell'Optichrome.
L'osservazione è stata estesa anche alle metafasi
ottenute da differenti tipi di colture di tessuto
(amniociti, fibroblasti, villi coriali, cellule tumorali
ecc.) e in tutti i casi è stato verificato che lo
spreading cromosomico segue le stesse dinamiche.
Caratteristiche principali
dell'Optichrome: